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L’Aquila: dagli anni ’90 del XX secolo a oggi, storia di un polo all’avanguardia

L’Aquila, il castello medioevale, fotografia tratta da Bellezza d’Italia, speciale Natale, 1949, pag. 12

Nel 1949 Bellezza d’Italia, la storica rivista destinata ai medici edita da Dompé farmaceutici, affidava proprio a una penna abruzzese un lungo articolo dedicato a L’Aquila e alla sua regione. Si trattava di Giovanni Titta Rosa, tra le figure più conosciute del panorama letterario italiano di allora, nato a pochi chilometri dal capoluogo che avrebbe avviato una lunga stagione di sviluppo industriale. Una storia che Dompé ha contribuito a costruire, scegliendo di stabilire a L’Aquila il suo nuovo polo produttivo.

Inaugurazione del polo produttivo Dompé farmaceutici, L’Aquila (21 giugno 1993)

Nel 1993, quasi 50 anni dopo quell’articolo, la città diventa il cuore della ricerca e della produzione Dompé. Alla presenza del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini e della Ministra della Salute Mariapia Garavaglia, l’azienda inaugura il nuovo stabilimento, segnando una tappa cruciale nella propria storia e in quella del biofarmaceutico italiano.

Produzione e ricerca

Cantiere del polo produttivo Dompé farmaceutici, L’Aquila (primi Anni ’90)

Tecnologicamente all’avanguardia e aperto alla ricerca globale, il polo è inizialmente dedicato alla Primary Care. Nel 1998 si amplia con il primo impianto pilota biotech, avvio di un percorso che ne accrescerà progressivamente spazi, tecnologie e competenze, fino a trasformarlo in un centro di riferimento europeo non solo per lo sviluppo di farmaci essenziali, ma anche di principi attivi per le malattie rare.

Stabilimento Dompé farmaceutici, L’Aquila (1993)

Seguono la creazione di una nuova area farma per la produzione di principi attivi biotecnologici mediante l’impiego di processi di fermentazione con microrganismi ricombinanti (2013) e l’attivazione della linea per cenegermin (2016), una forma ricombinante del fattore di crescita nervoso umano (rhNGF). L’Aquila diventa così il primo polo al mondo a produrre un farmaco biotecnologico fondato sulla scoperta che valse a Rita Levi-Montalcini e Stanley Cohen il Premio Nobel per la Medicina nel 1986.

Responsabilità sociale e sostenibilità ambientale

Il terremoto del 2009 rafforza il legame tra Dompé e la città dell’Aquila: lo stabilimento resiste e contribuisce alla rinascita del territorio, confermando una visione d’impresa capace di coniugare sviluppo, innovazione e responsabilità sociale.

A questo impegno, si affianca una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, con l’adozione, nel 2019, di un impianto biologico per il trattamento delle acque reflue e, nel 2024 di un impianto di trigenerazione di ultima generazione, capace di autoprodurre il 70% del fabbisogno energetico del sito e di ridurre le emissioni di CO.

La frontiera dell’innovazione Dompé

Impianto di biotecnologia industriale upstream, dettaglio. Polo produttivo Dompé farmaceutici, L’Aquila (2025)

Nel 2025 il polo compie un nuovo passo avanti con l’attivazione di una nuova linea produttiva dedicata a sciroppi e collutori. Dotata di tecnologie avanzate che incrementano efficienza, automazione e controlli di qualità, questa nuova installazione porta a nove le linee produttive dello stabilimento.

Oggi, con due aree produttive – farmaceutica e biotecnologica – e una superficie di oltre 170.000 metri quadrati, il polo dell’Aquila continua a rappresentare la frontiera dell’innovazione Dompé: un luogo dove ricerca, tecnologia e talento si incontrano per trasformare la scienza in risposte ai fabbisogni terapeutici insoddisfatti.