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Onorato Dompé, Carta di identità (1927)

Fin dalle sue origini, la storia di Dompé non è solo cronaca di prodotti innovativi, ma anche testimonianza di un precoce impegno nella comunicazione come leva strategica di crescita e identità. In un momento storico in cui il settore farmaceutico sta muovendo i primi passi verso forme moderne di promozione, Onorato Dompé comprende in anticipo il valore di un dialogo costante e trasparente con il proprio pubblico.

Alla direzione di testate autorevoli

Oltre a investire in pubblicità, abbraccia con passione il ruolo di editore, trasformando la carta stampata in uno strumento di sviluppo culturale e commerciale. Dirige testate autorevoli come la Gazzetta Medica di Milano, storica pubblicazione fondata nel 1842 da luminari come Bartolomeo Panizza e Agostino Bertani, e la Gazzetta Farmaceutica Italiana, organo ufficiale dell’ordine professionale dei farmacisti. Attraverso queste pubblicazioni, Onorato raggiunge in modo capillare i diversi segmenti di clientela, inserendo con discrezione, tra un articolo scientifico e l'altro, le novità del laboratorio Dompé-Adami e delle sue Farmacie Inglesi a Ponte Chiasso, a Palermo in piazza Bologni 23 e a Milano in piazza della Scala 5 e in via Carlo Alberto 31.

Fondatore de Il Profumiere e Saponiere Italiano

Il Profumiere Italiano (Anno I, marzo 1901)

La sua visione trova piena espressione ne Il Profumiere e Saponiere Italiano, rivista che fonda e dirige dal 1901 al 1909. La pubblicazione nasce con un intento preciso: informare i lettori su “tutto quanto di utile, di interessante, di pratico [...] si crea in altre nazioni”, affinché ogni profumiere italiano possa “a sua volta preparare, studiare, perfezionare prodotti consimili”, affrancandosi così dalla dipendenza estera. L’ambizione di Onorato è dunque quella di elevare la categoria, rendendo i profumieri e i saponieri italiani professionisti più consapevoli e preparati: un impegno che ottiene un riconoscimento tangibile quando, tra il 1902 e il 1903, nasce l’Unione della categoria e la rivista ne viene designata organo ufficiale. Nel 1906, all’indomani dell’Expo di Milano, il giornale può orgogliosamente annunciare che l’industria italiana si è affermata “splendidamente”, tanto da “non dovere arrossire, come una volta, di fronte all’estero”.

Franco fonda Bellezza d’Italia

Questa vocazione editoriale diventerà un tratto distintivo della vicenda imprenditoriale di Dompé. Una preziosa eredità che troverà la sua naturale evoluzione, decenni più tardi, nella visione del figlio Franco e nelle pagine di Bellezza d'Italia.